Montagne di valore

Una ricerca sul sale alchemico della montagna italiana

a cura di: Mauro Marcantoni, Giovanni Vetritto

Quarta di Copertina

Lo svantaggio territoriale di cui soffrono le aree montane del Paese rispetto a quelle pianeggianti è stato per decenni il presupposto necessitante di politiche pubbliche a carattere meramente assistenziale. Oggi, tuttavia, nei territori montani si va affermando con forza la convinzione che al riconoscimento della loro intrinseca diversità debbano corrispondere non tanto nuove forme di assistenza, quanto piuttosto policy differenziate, orientate sia a relativizzarne gli svantaggi, che a valorizzarne le specificità.

Il lavoro di ricerca che tsm e Censis hanno realizzato parte da questi presupposti e si esercita nel tentativo di misurare la “qualità sociale” presente nei territori montani italiani. È infatti opinione diffusa che uno degli elementi distintivi che caratterizzano le aree montane più sviluppate del Paese sia identificabile nel livello di “qualità sociale” di cui esse dispongono. Una qualità che ha a che vedere con il capitale umano, con il capitale sociale, con il basso livello di devianza e il rispecchiamento della popolazione nelle istituzioni locali più prossime. Si tratta di punti di forza che nelle aree montane vengono dati per scontati, ma che andrebbero riconosciuti, misurati, veicolati all'esterno e valorizzati come elementi di “ricchezza territoriale”. Quelli citati sono difatti elementi che segnano una discontinuità profonda rispetto alle aree urbane e metropolitane. Nel complesso, denotano tutti una ricchezza e un'alterità che possono tradursi in attrattività verso l'esterno, che possono determinare le condizioni di realizzabilità di progetti insediativi, che possono favorire percorsi di sviluppo locale agevolati dalla rapidità con cui può essere organizzato il consenso.

  • Angeli Franco

Presentazione, di Ugo Rossi

Prefazione, di Gianclaudio Bressa

 

Sintesi della ricerca. Il sale alchemico dello sviluppo montano

di Marco Baldi, Mauro Marcantoni, Vesna Roccon

1.1   Le trappole concettuali

1.2   Montagna e pianura allo “stato puro”

1.3   I sei connotati (più uno) essenziali allo sviluppo

1.4   Il capitale sociale come asset fondamentale dello sviluppo

1.5   La montagna intensa e la montagna minoranza

  

Parte prima

Le qualità forti del nuovo sviluppo montano

di Mauro Marcantoni

1.1   Durezza e fragilità della montagna

1.2   Il pregiudizio dell'impossibile sviluppo

1.3   La montagna incontra la globalizzazione

1.4   Il valore della comunità

1.5   Turismo e agricoltura dalle identità relazionali

1.6   Fare dei vincoli un'opportunità

 

Le nuove politiche pubbliche per lo sviluppo della montagna

di Giovanni Vetritto

2.1   Una nuova attenzione

2.2   Le misure in atto

2.3   Verso un vero piano di sviluppo per la montagna

2.4   Le prospettive: approfittare del cambio di paradigma

2.5   Oltre la polpa e l'osso

 

Opinioni a confronto

3.1   Il capitale umano – di  Nadio Delai

3.2   Coesione e legalità – di Annibale Salsa

3.3   La qualità dei servizi – di Federico Lasco

3.4   Innovazione e montagna – di Bruno Zanon

  

Parte seconda

La qualità sociale dei territori montani.

Un modello di analisi comparativa tra province montane e non montane

di Marco Baldi e Vittoria Coletta

1.1   Introduzione

1.2   Capitale umano

1.3   Coesione, inclusione, pari opportunità

1.4   Legalità e senso civico

1.5   Qualità dei servizi

1.6   Dotazione infrastrutturale

1.7   Innovazione e apertura internazionale